Ora un po' di pessimismo...studiare all'università...
Oggi leggo, ma purtroppo capita sempre più spesso, della situazione assurda che si presenta ai neo laureati italiani.
21% disoccupati...poco più di 1.000 euro di stipendio dopo 16 o 18 anni di studi...ma peggio ancora è leggere che dopo 5 anni di impiego mediamente non vanno oltre i 1.500 euro....ma allora bisogna vivere solo di soddisfazioni personali oppure è il caso che venga riconosciuto sul serio l'impegno che per anni questi ragazzi hanno affrontato?
Si parla di fuga di cervelli all'estero, nello specifico dei ricercatori, ma mi sa che qui è il caso che la fuga la facciano tutti e non solo i ricercatori. Lo dico con dispiacere perchè questo paese merita di essere valorizzato anche dalla linfa vitale che un neoassunto laureato può portare nel mondo del lavoro.
2 commenti :
Credo che il problema sia da affrontare alla radice.
L’università non è un mondo trasparente e molto spesso ad accedere a dottorati di ricerca o a specializzazioni sono quasi sempre studenti non particolarmente meritevoli ma, ahimè, politicamente indirizzati.
Premesso questo, alcune facoltà riescono comunque a “sfornare” persone capaci e preparate che probabilmente avrebbero anche le peculiarità, oltre che le potenzialità, per distinguersi a livello europeo e mondiale.
La grande differenza è, prendendo di esempio gli U.S.A. , che sostanzialmente esiste un riscontro tangibile con il mondo articolato della ricerca è la capacità da parte di grosse aziende e multinazionali, nel campo farmaceutico, energetico…etc., perché le medesime fanno investimenti e solo saltuariamente e nella minima parte, sovvenzionate dallo Stato.
In Italia tutto ciò è improponibile, aziende capaci di sobbarcarsi l’onere di “investire” ne esistono pochissime.
La cosiddetta “fuga di cervelli” è una questione strutturale al di là di quello che può essere il mero guadagno di chi si affaccia al mondo della ricerca, solitamente non è interessato al lauto compenso ma gratificato dalla possibilità di crescere professionalmente.
Si sem_07it, mi sa che hai proprio ragione. A questo punto ancora più attenzione allo studio delle lingue straniere, ma ne parlerò
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